BONUS FACCIATE

15/06/2020 – La detrazione fiscale del 90% per il ripristino o il restauro delle facciate spetta agli edifici situati nelle zone A o B o ad esse assimilate. Ma chi deve attestare la classificazione della zona per decidere se l’intervento può ottenere il bonus facciate?
Spetta all’ente pubblico o l’attestazione può essere redatta anche da un libero professionista iscritto all’Albo?

Questo dubbio è stato sciolto dall’Agenzia delle Entrate con la risposta 182/2020.

Bonus facciate nelle zone A e B
La normativa sul bonus facciate prevede che possono accedere alla detrazione 90% gli edifici esistenti, o parti di essi, di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali, che sorgono nelle zone classificate dagli strumenti urbanistici come A o B ai sensi del DM 1444/1968.

Le zone A sono le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi.

Le zone B sono le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. Si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq.

Bonus facciate, sconto in fattura e cessione del credito
Le regole per ottenere il bonus facciate stanno per cambiare. Il Decreto Rilancio, in fase di conversione in legge alla Camera, ha introdotto la possibilità per i contribuenti di optare per lo sconto in fattura e cessione del credito invece che fruire direttamente della detrazione fiscale.


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